Feaci edizioni
Susy Vastola Zara
 
  Poesie




Due o tre cose che so di lei

Mi rincuora
la tua risata furballegra
di chi vuol fare spallucce al mondo
senza pagare pegno

Allo specchio
ti sparecchi l’anima
e con la gonna
ti cancelli le nubi dalla fronte,
chè per te oblio non è dimenticare
- con che perizia impili foto e parole
in scatole rotonde perché il futuro lieviti –
ma vivere il momento
sorso a sorso come un bicchier di vino.

E nelle sere ventose
i tuoi versi
sono asciutti e tersi,
come il bucato che hai raccolto,
ruvido di sole
ora che non ci sono più
i – pioppi – di – fronte – la – tua – casa.


Poesia

Ed esci
Mia parola lacera e senza voce
Onda alta che monta
Da antiche acque
E muta s’infrange sulle labbra
Amaro lasciando
Un gusto di risacca


Oh, saper forgiare
Parole incandescenti
A mani nude


Sera 2

Fredda notte
In gioco d’equilibrio
Su lame di ghiaccio

La luna accende
Fili di luce tra le fronde
E lastrica il selciato della via

Puntuali rintoccano
Passi sconosciuti
E ci rincuora il fischio
Della ragazza in bicicletta

Crepitio di stelle
Per il dì che muore
E lento trascolora
Il ronzio dell’esile giorno
Nel cosmico silenzio dei pianeti


 Gennaio

Vado
Con passo che
Non incrina il ghiaccio
Sotto i tuoi cieli

Sinceri al mattino
Dallo spolverio rosa
Augurano
La pienezza del giorno

Menzogneri la sera
Nel luccichio
D’oro finto
Ogni notte la luna
Mi presta il suo volto

Sverna il cuore
Dentro la scorza bianca
Della betulla


Alba

Livida luce all’alba
Ad occhi insonni
Occulta il nulla
Baluginando consueti scenari


Sagome capovolte sulla retina
Che s’inabissano
A un chiudersi di palpebre


Natale

Trascorsa è la festa
Con neve occasionale
Sulle cartoline e
Luccichio di plastica
Nel cuore


Escono parole di lustrini
Ma quelle amare restano riposte

Non vi son stelle stanotte
A intingervi la penna
E la pagina
Sta
Accecante di ostinato biancore


Sera 1

Rimbalza il sole
Ombre incandescenti
Sul fondale del tramonto

In quell’incendio brucia
Il consueto giorno
La sua occasione sprecata

Palpitano i vetri
Di accorate parole
Mentre all’uscio impazienti
Incalzano i sogni

Dolce la luce
Scivola al bivio della sera

Esile crinale
In cui si sa
Vedere l’invisibile

Prima che l’onda
Senza schiuma
Della notte
Cancelli le impronte
E un assordante silenzio
Ammutolisca l’inutile vocio


Adolescenza

Sfanno le rose bianche
Nel cortile del liceo
Alle ultime piogge di maggio
Presaghe di stagioni
Tempestose a venire

Plumbei anni di prima giovinezza
Dentro vi batte un cuore di cristallo
Vi scorre un fiume torbido e tortuoso
Semi sepolto sotto la neve
Dura la terra da bucare
A veder la luce

Nell’arido arco del vostro tempo
Prese forma il miraggio
Ed ora che si è compiuto e rivelato
Vorrei levarvi i sassi dalle tasche
E darvi ali leggere come sogni


Gioco in rima

Mai s’assise alla mia porta la fortuna
E sola rimasi a contemplar la luna

Non per oro o diamanti fu il mio sospiro
Ma per carpir di stelle l’ampio giro

Impari fu la lotta con l’arcano
Ma sempre vinsi amor di ciò che è vano

Inutilmente sfidai l’eterno
Ma sopravvissi al gelo dell’inverno

Ed ora che della vita conosco l’alchimia
Tra mille e più ritrovo la mia via

E sempre mi sarà da messaggera
La prima vera stella della sera

 


Amiche

Eccitamento da grandi eventi
Stasera in cielo
Troppe
Le stelle escono a frotte
S’accalcano, si spingono,
Fanno la ruota,
Suadenti esibiscono
Insoliti bagliori
Ma nessuna ancora
M’indica la via


Inquietudine

Inutilmente
Rincorro pienezze
Sul filo terso del vento
Si impigliano le dita
In nuvole disfatte
Insegue lo sguardo
Il perfetto volo degli uccelli

 


Sera 3

Altrove
Rimanda
Il canto dei grilli
Sulle pietre fumanti della notte
A dissipare
L’unica giovinezza
Falcidie di stelle e di chimere




Inferi

Spesso inseguendo
Un vento assetato di spazio
Mi son trovata
Sull’orlo dell’abisso
E risalire è stato ridiscendere

Pietrosa terra
Mi son scavata dentro
Per ritrovare il nocciolo
Dolente

 


Vento

Stasera
Rabbioso vento
Mi fruga dentro
Snida parole come nugoli di foglie
Polverosi resti di stagioni trascorse

Accumula pensieri
Nubi minacciose
D’imminente tempesta

Mi entra violento
A spalancar le imposte
Di stanze sigillate

Accartoccia il tempo
In forma di spirale

Su onde increspate
Non so tener la rotta


Etty H.

Ti penso
nella bruma estiva
specchiarti nell’acqua ferma dei canali
mentre affabuli l’orrore

Non ha fondo il tuo sguardo
né palpebra per non vedere
angelo ostinato
con le vesciche ai piedi

E’ polvere sulle tue ali
il dolore del mondo
il perdono è sigillo
sulle tue labbra